Spose vergini in ascesa. 
Un fenomeno in costante incremento negli ultimi anni

di Achille della Ragione

Articolo pubblicato sul mensile Albatros di aprile 2002 

Questi testi sono tratti da: "Le ragioni di della Ragione", un libro che raccoglie una scelta di lettere al direttore inviate da Achille della Ragione, negli ultimi tre anni, ai principali quotidiani italiani e campani ed inoltre una breve miscellanea di articoli, recensioni, relazioni congressuali, lezioni e discorsi scelti dall'opera omnia che l'autore licenzierÓ tra poco alla stampa in tre volumi.Tutti i libri di Achille della Ragione sono reperibili a Napoli presso la libreria Neapolis (di fronte alla chiesa di San Gregorio Armeno) e  presso Graphicus, via San Bartolomeo 46.

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Per verginitÓ s'intende comunemente l'integritÓ dell'imene ed essa ha sempre rappresentato qualcosa d'importante e significativo per l'uomo sin dagli albori della civiltÓ.
Il desiderio di possesso esclusivo, la considerazione della donna come "merce" e come proprietÓ, la paura delle malattie veneree in alcuni periodi storici, la volontÓ o l'obbligo di consacrarsi ad un solo uomo, sono solo alcuni dei motivi per cui nei secoli il "tab¨" della verginitÓ femminile ha arrovellato le menti degli uomini ed ha caratterizzato intere culture e religioni, come la giudaico cristiana che le ha dato una grande importanza.
I popoli antichi hanno sempre accompagnato con dei rituali pi¨ o meno suggestivi la deflorazione matrimoniale. Tra questi ne ricordiamo alcuni:
nell'antico Egitto vi era l'usanza che la giovane sposa, la sera delle nozze, fosse condotta dalle matrone nella camera nuziale; lÓ l'imene era rotto da un bastone ricoperto da un panno bianco. Questo era poi gettato nel cortile interno, dove il marito riceveva i complimenti degli amici, se nel panno si constatava del sangue, prova della verginitÓ della sposa.
In epoca pi¨ vicina a noi tale costume era praticato da certe popolazioni arabe e beduine, anche se in forma un po' diversa: Ŕ la suocera della giovane sposa che rompe l'imene con il suo dito avvolto in una pezzuola.
Molti sono gli aneddoti e le definizioni che nel corso dei secoli sono stati dati alla verginitÓ, ne ricordiamo alcuni tra i pi¨ spiritosi:
"VerginitÓ: stato di disgrazia" da un manoscritto di Lorenzo il Magnifico, Signore di Firenze.
"Se la castitÓ non Ŕ una virt¨ Ŕ per˛ certo una forza" frase di Jules Renard.
"VerginitÓ: o che sciagura!" esclamazione di Catherine Deneuve la nota attrice francese.
Sentiamo ora il parere che sulla verginitÓ ci dÓ Sade, il divino marchese:"CastitÓ e verginitÓ per me le hanno inventate gli uomini per aumentare il loro piacere; se la castitÓ Ŕ una virt¨ allora Ŕ virtuoso anche astenersi dal mangiare".
Tra i popoli primitivi si osservano posizioni contraddittorie: popolazioni che tengono in gran conto la verginitÓ femminile, di contro altre che non le attribuiscono alcuna importanza.
Chi volesse approfondire l'argomento pu˛ consultare on line il mio saggio:"Il concetto di verginitÓ nei popoli primitivi".
Tali usanze furono approfondite da Freud che nel suo libro: "La vita sessuale" diviso in tre saggi, dedica uno di questi a trattare il problema del tab¨ della verginitÓ femminile.
Egli attraverso la sua esperienza, nel corso di numerose sedute psicoanalitiche, aveva scoperto una cosa fondamentale nella vita amorosa della donna e cioŔ che l'uomo che per primo soddisfi il desiderio d'amore di una vergine, per lungo tempo e a fatica soffocato, ed abbia nel far ci˛ superato la resistenza in lei costituitasi attraverso gli influssi dell'ambiente e dell'educazione diventerÓ l'uomo con cui ella stabilirÓ un rapporto duraturo, mentre la possibilitÓ di tale rapporto resterÓ sbarrata ad ogni altro. Ed inoltre Freud s'interessa al comportamento degli uomini primitivi nei riguardi della verginitÓ ed afferma che non Ŕ vero che essi non ripongono nessun valore nella illibatezza della loro sposa, anche se spesso capita che la deflorazione della ragazza avvenga fuori dal matrimonio. Al contrario egli ritiene che per le popolazioni primitive sia un atto importantissimo, diventato, per questo motivo, oggetto di un tab¨ e di una proibizione di tipo religioso, per la paura del sangue al quale tutti i primitivi riservano un sacro timore reverenziale.
Per secoli la donna Ŕ stata considerata una proprietÓ privata dell'uomo, una merce, ma oramai la concezione della verginitÓ legata a questi principi Ŕ divenuta anacronistica e tramontata quasi completamente nel mondo occidentale.
Ma il tab¨ della verginitÓ non Ŕ legato soltanto a meschine considerazioni di ordine economico; gli studi psicoanalitici ci hanno fornito infatti pi¨ di una chiave di lettura di questo tab¨ e ci hanno dimostrato che esistono delle basi psicologiche molto forti radicate anche nella psiche delle donne moderne ed emancipate.
Concludiamo la nostra breve indagine sul pianeta verginitÓ, avanzando una ipotesi personale.
L'imene come tutti gli organi e i tessuti del corpo umano deve avere una finalitÓ o averla avuta in passato, come Ŕ il caso dell'appendice cecale, che con tutta probabilitÓ rappresenta un residuo di un intestino primitivo in tempi in cui la nutrizione dell'uomo era diversa da quella attuale.
L'imene Ŕ posseduta da tutti i mammiferi, anche se in alcuni si presenta in maniera rudimentale; non rappresenta quindi un organo specifico della specie umana, per cui non potremmo trovare alcun significato teleonomico legato alle abitudini sessuali proprie della donna.
La presenza dell'imene integro se da un lato permette il defluire per gravitÓ verso l'esterno del sangue mestruale, rende difficile ai germi, presenti in numero notevole nella zona perianale di penetrare in vagina.
Nella vagina della bambina, prima della pubertÓ non Ŕ presente alcun sistema di difesa e di autopurificazione naturale.
Il ph tende verso l'alcalinitÓ il che crea un habitat favorevole all'instaurarsi delle infezioni, viceversa con la pubertÓ il mutato quadro ormonale, con l'innalzarsi del tasso degli estrogeni, induce la formazione e lo sviluppo del bacillo del Doderlain, il quale, trasformando il glicogeno presente in vagina in acido lattico, provoca un abbassamento del ph verso l'aciditÓ: una condizione negativa per lo sviluppo dei batteri e per il prodursi di infezioni vaginali.
Una volta creatosi questo sistema di difesa la funzione dell'imene viene a cessare per cui la sua integritÓ non Ŕ pi¨ necessaria e ci˛ viene a coincidere con i primi rapporti sessuali, che nella donna da poco fertile e mestruata sono auspicabili per la riproduzione della specie.

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