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Quei Napoletani da ricordare  (vol. 2)

 

 

Cap.54
Il prete martire della camorra
Giuseppe Diana

Giuseppe Diana, più noto come don Peppino Diana, è un sacerdote nato a Casal di Principe nel 1958, assassinato dalla camorra nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari, la sua parrocchia, mentre si preparava a celebrare messa il 19 marzo 1994 .
Amava l’azione più che la riflessione ma ha lasciato uno scritto importante: Per amore del mio popolo non tacerò, lettera documento elaborata nel 1991, diffusa in tutte le chiese dell’aversano per stimolare l’impegno comune contro il sistema criminale camorristico.
Finalmente, dopo un ventennale oblio, pochi giorni fa, a Frignano in provincia di Caserta, vi è stato il primo ciak della fiction di Raiuno sulla sua esemplare figura di martire, che avrà come interprete principale Alessandro Preziosi e sarà diretta da Antonio Frazzi.
La fiction è stata presentata il 4 luglio, giorno del compleanno del sacerdote, nel corso del “Festival dell’impegno civile”. Dopo la presentazione alla stampa, la troupe si è recata in visita ai familiari di don Diana, la madre Jolanda ed i fratelli Emilio e Marisa.
Il coordinatore del Comitato don Peppe Diana, Valerio Taglione, presente all’incontro, ha dichiarato: ”Ci auguriamo che la fiction abbia innanzitutto l’effetto di far conoscere alla stragrande maggioranza degli italiani la figura di un sacerdote che ha dato la vita per l’amore che portava per la sua gente”.
Lo sceneggiato andrà in onda il 19 marzo dell’anno prossimo, a vent’anni di distanza dal barbaro assassinio e sarà per tutti un momento di riflessione ma, soprattutto, un riappropriarsi di memoria collettiva perché il racconto di queste storie dimenticate è l’unico sistema che possediamo per difendere la nostra traballante democrazia.
E’ auspicabile che il governo consideri la lotta alla criminalità organizzata una priorità assoluta da portare all’attenzione dell’Europa per ottenerne aiuto.
Bisogna pretendere che gli enormi profitti delle organizzazioni criminali siano individuati ed aggrediti, che vengano promulgate nuove leggi finanziarie per identificare e bloccare il riciclaggio, prassi praticata da Wachovia, terza banca del mondo, o dallo HSBC, il più grande istituto di credito europeo. Bisognerebbe discuterne ogni giorno sui giornali e nelle aule parlamentari; invece mafie, narcotraffico e riciclaggio non occupano mai spazio sui mass media impegnati in trasmissioni spazzatura, utili a rincretinire il pubblico ed a disabituarlo a pensare.

Quei Napoletani da ricordare  (vol. 2)

 

 

 

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